La fotografia analogica necessita di una pellicola, sia per la fotografia analogica a colori, sia per la fotografia analogica bianconero.
Caratteristica comune alle pellicole analogiche bianconero e a colori è la creazione dell'immagine latente che si forma con la diversa intensità dei fotoni che colpiscono l'emulsione della pellicola.
Le pellicole sono generalmente un prodotto industriale e con lo sviluppo della tecnologia di fabbricazione, hanno subito un salto di qualità con l'invenzione della grana tubolare o pellicole T-grain: l'evoluzione è nella disposizione della grana che compone l'emulsione sensibile.
Purtroppo, nel corso degli anni l'emulsione ha subito un impoverimento della quantità di argento, elemento chimico sensibile ai fotoni che colpiscono sia la pellicola sia ?
Questo ha creato un fenomeno per cui la sensibilità nominale (quella indicata sulla confezione) discordasse dalla sensibilità effettiva.
È un fenomeno, quello descritto sopra, che è bene non sottovalutare e valutarlo è una caratteristica del fotografo o del laboratorio a cui si affida; inoltre. la differenza in oggetto è determinante per la formazione dell'immagine latente che resta indelebile.
L'immagine latente (non visibile) è un fattore da non sottovalutare ed è fondamentale per la realizzazione delle reazioni chimiche che porteranno alla formazione dell'immagine negativa (visibile), che sarà a sua volta fondamentale per la realizzazione della stampa fotografica.
Per riuscire a determinare la differenza tra "sensibilità nominale" e "sensibilità effettiva" si può procedere con test da leggere con un densitometro a trasparenza.
Avere un buon negativo vuol dire riuscire a realizzare la propria creatività.
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