Il mio rapporto di empatia con la fotografia analogica bianconero, nasce con l'input paterno nell'adolescenza: luogo comune era nella mia gioventù avere l'hobby della ripresa fotografica compreso lo sviluppo della pellicola e la stampa.

Con il perseguire, nel tempo, la fotografia mi sono reso conto che nell'arte, come nella vita, miglior maestro di una persona è la persona stessa; nella vita è importante aver fiducia nelle proprie capacità e nell'arte, ed ha, ugualmente, importanza conoscere le proprie "opere", per proseguire la propria "vena artistica"

L'uso della fotografia analogica può sembrare anacronistico nell'era della fotografia digitale e un pensare sempre all'arte con nostalgia, ma l'industria ha messo a disposizione dei fotografi analogici degli strumenti molto sofisticati, ma dove, anche avendo delle impostazioni di default, è importantissima la sensibilità dell'operatore e il senso artistico nella indispensabile taratura individuale di tali strumenti.

Sulla base degli studi di Ansel Adams, conosciuto per la storica teoria e pratica del "Sitema Zonale" in fase di ripresa, l'industria è riuscita a concretizzare gli studi di Adams, in strumenti di ausilio in fase di stampa, per previsualizzare su scala numerata a led da 0 a X (dal nero al bianco) e le varie sfumature di grigio.

Lo strumento in questione, tarato dall'operatore, permette un lavoro attivo e non ripetitivo, adattabile ai singoli fotogrammi analogici con il dovuto studio, permette di fare sulla stessa stampa esposizioni multiple tempo/contrasto, senza  provini, con risparmio di tempo, inquinamento e denaro.

Lo strumento ha la possibilità di misurare il contrasto totale o relativo di ogni singolo fotogramma e di regolare automaticamente i filtri di contrasto, con il relativo singolo tempo d'esposizione e di poter calcolare, senza provini, i tempi di mascheratura o bruciatura.

Si può trovare sul mercato anche un braccio meccanico, tarabile per lo sviluppo di pellicole in tanck a rotazione verticale, continua o alternata, simile al lavoro delle braccia umane.

L'opera d'arte è espressione dell'artista e della sua capacità espressiva e dei fattori umani che la compongono; l'innnovazione tecnologica nella fotografia analogica bianconero ha espresso la sintesi tra un vecchio sistema e i tempi moderni proiettando l'analogico verso il futuro, con rinnovata empatia.

Oggi è difficile spiegare ad un adolescente dell'era digitale, il concetto "d'immagine latente" che è uno dei cardini della fotografia analogica, non solo perché è un concetto astratto, ma anche per la sua inesistenza nella fotografia digitale: la trasformazione di qualcosa di invisibile in qualcosa di concreto come una stampa analogica.

L'immagine latente è un concetto concreto per chi ha studiato chimica, ma è possibile farlo capire anche ad un adolescente di oggi attraverso l'uso dell'esperimento domestico dell'inchiostro simpatico estratto dal succo di cipolla, che scrive invisibile e lo scritto appare con l'esposizione al calore di una candela; è un'alchimia, un gioco per far capire il cambiamento dello stato degli elettroni dell'atomo d'argento, colpiti dai fotoni della luce, che producono "l'immagine latente" sull'emulsione della pellicola e, con procedimento chimico, trasforma in negativo analogico. Il procedimento chimico, è paragonabile all'esposizione della carta scritta con l'inchiostro simpatico alla fonte di calore che rende visibile la scritta astratta.

La ricerca e nuove invenzioni industriali aiutano chi produce opere d'arte che hanno nella loro realizzazione il concetto di immagine latente, che rendono il fotogramma analogico unico a se stesso; ma, allo stesso tempo, l'industria non produce più la qualità duttile di materiale analogico, e spesso le informazioni fornite dalle industrie possono risultare non veritiere nella pratica. Oggi, quindi, anche il fotoamatore evoluto come il professionista è costretto a sviluppare una ricerca autonoma, per scegliere il materiale che più si adatti alle proprie esigenze espressive. La ricerca vuole investimenti, tempo, cultura, spreco di energie e capacità di interpretare i test realizzati.

Il fotografo analogico deve saper autogestire varie fasi, essere un creativo e gestire la propria risorsa umana, ma allo stesso tempo saper leggere e gestire dati tecnici e autogestire la commercializzazione delle proprie fotografie. Nell'era del web sembrerebbe tutto più semplice, ma l'immagine virtuale ottenuta tramite scanner da un negativo o da una stampa analogica, può essere soggetta alla post produzione come un'immagine digitale, e quindi non essere conforme alla stampa analogica. Inoltre, lo scanner produce un'immagine virtuale che per qualità diverge dalla stampa chimica; quindi se è possibile vendere online una fotografia digitale perché tale è e tale resta, altrettanto non è possibile fare con una stampa analogica e il fotografo deve sottoporre al giudizio reale la propria opera d'arte. Si potrebbe affermare che, in questo caso,  il web ha un limite per oggi insuperabile.

I miei sguardi in bianconero, vorrebbero essere solo una sintesi e i testimoni di un quotidiano che ho incontrato, giorno dopo giorno, dall'adolescenza alla soglia dei sessanta anni.

Fausto Donnini

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