Non è semplice poter descrivere la differenza tra la fotografia digitale e quella analogica, nella considerazione che hanno in comune la realizzazione di opere in linguaggio universale.
È possibile fare delle considerazioni.
La fotografia digitale ha la possibilità di realizzare la "post produzione " visiva, con l'ausilio del computer si può da una immagine di base realizzare varie interpretazioni della stessa.
La post produzione digitale ammette per la realizzazione della fotografia finale sistemi anche di default del computer in cui l'opera del fotografo può vanificare la realtà della ripresa fotografica.
Nella considerazione della mia opinione espressa sopra mi vengono in mente i racconti di Isaac Asimov; anche nella fotografia analogica è possibile realizzare la post produzione, esempio è la "solarizzazione" nelle fotografie di Man Ray o le elaborazioni realizzate con l'ausilio della pellicola LITH, ma nella post produzione della fotografia analogica non ci sono impostazioni di DEFAULT e come nel caso di bruciature o mascherature in fase di stampa non sono visibili.
La fotografia digitale non necessita di una camera oscura, di un luogo fisico in cui realizzare il buio anche durante i momenti di luce solare.
Altra considerazione che posso fare tra la fotografia digitale e analogica è che per realizzare una fotografia a formato quadrato con la fotografia digitale bisogna effettuare un taglio dell'immagine reale, mentre per realizzare un'immagine quadrata in fotografia analogica si può utilizzare una fotocamera medio formato con fotogramma cm.6x6 senza effettuare tagli dell'immagine fotografata.
Può sembrare banale, quanto prima ho scritto. Nella storia delle fotocamere analogiche era un fattore di pregio avere l'inquadratura nel mirino al 100% in modo che l'immagine inquadrata fosse realmente quella corrispondente a quella del fotogramma; per me non è sono un fattore tecnico di evoluzione industriale, ma da al fotografo la possibilità di mettere in evidenza a se stesso e al pubblico la propria capacità di congelare il "Carpe Diem ", di far confluire in un istante una sintesi di meditazione di più elementi distinguibili in composizione, equilibrio degli elementi visibili e percezione visiva.
Il "Carpe Diem" visivo prende vita nella "stampa a pieno formato" in cui è possibile vedere ciò che fu visto nell'istante passato.
In fine posso pensare alla fotografia analogica come ad una statua che rimane immutabile nel tempo, l'esatto contrario di una immagine virtuale.
UN’IMMAGINE DIGITALE è una “realtà virtuale”, utilizzando una parola che nel presente appartiene alla “FANTASCIENZA “può essere “TELETRASPORTATA” per essere utilizzata.
Un’immagine realizzata con procedimento al 100% analogico è nella realtà “antropica “
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